Pasqua

Posted on 2 min read 465 Visualizzazioni

PASQUA

A festoni la grigia parietaria

come una bimba gracile s’affaccia

ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia

sul bosco triste, ché lo intrica il rovo

spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo

il richiamo di Pasqua empie la terra

con l’antica pia favola dell’ovo.

Guido Gozzano

  

GESÙ

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,

campagne sotto il mietitor rimorte,

il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte

delle case, dicendo: Ave, Profeta!

Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta

di grano, e disse: Se non è chi celi

sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:

e voi, fanciulli, intorno lui correste

con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste

brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,

temo per l’inconsutile tua veste;

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:

-Il figlio Giuda bisbigliò veloce-

d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce

morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi

-No-, mormorò con l’ombra nella voce,

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Giovanni Pascoli

 

Liszt “La campanella”

 

CAMPANE DI PASQUA

Campane di Pasqua festose

che a gloria quest’oggi cantate,

oh voci vicine e lontane

che Cristo risorto annunciate,

ci dite con voci serene:

“Fratelli, vogliatevi bene!

Tendete la mano al fratello,

aprite la braccia al perdono;

nel giorno del Cristo risorto

ognuno risorga più buono!”

E sopra la terra fiorita,

cantate, oh campane sonore,

ch’è bella, ch’è buona la vita,

se schiude la porta all’amore.

Gianni Rodari

L’UOVO DI PASQUA

Dall’uovo di Pasqua è

uscito un pulcino di gesso arancione

col becco turchino.

Ha detto:

“Vado mi metto

in viaggio e porto a tutti

un gran messaggio!”

E svolazzando di qua e di là,

attraversando

paesi e città

ha scritto sui muri, nel cielo e per terra:

Viva la pace, abbasso la guerra.

Gianni Rodari

   

 

Elena Ronza
signature

What do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Comments Yet.

Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

Previous
Primavera
Pasqua