WINTER JAZZ PORTRAITS TOSCA Appunti musicali dal mondo

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MUSICA IN STREMING AI TEMPI DEL COVID-19 

Prima Parte

sul sito: www.teatrofraschinilive.it

 

Vorrei raccontare oggi la mia breve esperienza da neofita sul web. L’attuale pandemia da Covid-19 ha sicuramente mutato, di recente, diversi aspetti della nostra vita quotidiana, a cominciare per esempio dal tanto discusso “smart working”, che si è rivelato essere una soluzione sempre più in uso nella maggior parte delle aziende italiane e non solo. Il fatto di avere forse più tempo a disposizione, lavorando da casa, ha dato modo a molte persone di sfruttare il tempo in eccesso, dando libero sfogo alla fruizione dei contenuti audio e video sul web e ha  conquistato anche me, per questo vi parlerò di una bellissima iniziativa della Fondazione Fraschini che per le feste natalizie del 2020 ci ha offerto un regalo prezioso:

Winter Jazz Portraits

Questo è il titolo della rassegna di tre concerti in streaming in diretta dal Teatro Fraschini di Pavia che hanno tracciato tre percorsi musicali d’eccellenza. La voce di Tosca, il talento e lo stile di Joe Barbieri e le reinterpretazioni delle canzoni di Mina da parte di Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con la partecipazione straordinaria di Massimiliano Pani.

Il Teatro Fraschini è riuscito a creare una connessione, un legame  tra la città di Pavia in questo Natale segnato dal lockdown e  i suoi spettatori e con tutti coloro che, attraverso la piattaforma di streaming online del Teatro hanno seguito gli appuntamenti di Winter Jazz Portraits.

Come promesso questa rassegna ci ha donato non solo musica ma anche i racconti dei protagonisti  che ci hanno svelato  i perché delle loro scelte musicali, insieme a un pezzetto della loro vita in musica, con qualche aneddoto e alcune curiosità.

Il primo appuntamento  è stato con TOSCA. Cantante, attrice eclettica, ricercatrice musicale e sperimentatrice, da sempre affascinata dalle musiche tradizionali di tutto mondo, TOSCA ha iniziato il suo percorso artistico con Renzo Arbore. Nella sua carriera  ha collaborato con i nomi più importanti della canzone italiana e internazionale tra i quali Renato Zero, Riccardo Cocciante, Lucio Dalla, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Ivano Fossati, Chico Buarque e Ron. Nel settembre del 2014 è uscito il suo lavoro discografico “IL SUONO DELLA VOCE” e nello stesso anno ha debuttato con lo spettacolo “Il Suono della Voce, Confini e Sconfini di un Viaggio in Musica”. Spettacolo che oggi nel 2020 è stato riproposto in una nuova veste adattata per un Natale in lockdown. Il concerto è stato appunto un viaggio emozionante nella musica attraverso le culture dei popoli e dei luoghi che Tosca, insieme ai suoi compagni di viaggio Giovanna Famulari (pianoforte, violoncello e voce), Massimo De Lorenzi (chitarre), Alessia e Fabia Salvucci (percussioni e voci), ci hanno permesso di conoscere. Per comprendere il mondo nella loro musicalità e nella loro bellezza, passando per brani, di una meraviglia che lascia senza fiato e che attingono a le più svariate culture, da quella irachena, a quella macedone come in “Ibrahim” o a quella yiddish come in “Melache meluche” cantata con Giovanna Famulari che la interpreta con una voce che conquista o “Rumania Rumania”. “Un vaso di Pandora, una sorta di giro del mondo intorno alla musica e alle parole che si arricchisce di canzoni nuove, scoperte o ritrovate”. E’ cosi che la stessa artista ha definito “ Appunti Musicali dal Mondo” .

Ibrahim (Live) · Tosca

Sono confini e sconfini del suono della voce, come recita il sottotitolo del concerto, un crogiuolo di melodie e parole, poetico e vibrante, quasi un “racconto in musica” che, anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro, passa tra le suggestioni del fado portoghese, i canti augurali dei matrimoni Yiddish, una ballata zingara fino ad approdare alle sponde italiane della musica a cui si aggiungono le parole di “Ninna nanna de la guerra” poesia pacifista scritta da Trilussa nell’ottobre 1914

Gigi Proietti ricorda il pensiero del poeta Trilussa sulla guerra

“Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe dun impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;

che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo dassassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello:
fa la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone
.

 

e quelle di Gianni Rodari con la filastrocca

 

Poesia: “Il Mago di Natale” di G. Rodari Voce: Davide Poli

Il Magico Natale

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

Rumania Rumania (Live) · Tosca

“Speciale Natale spazia dalla musica cinese a quella irachena viaggi tradotti in musica per raccontare il mondo attraverso il suono della voce. ” Parto con la valigia vuota e ritorno con la valigia piena di cose dal mondo“.  così si racconta Tosca e prima di concludere la sua presentazione con gli auguri di buone feste afferma che questa pandemia, che questo lockdown si devono guardare sotto una nuova luce, da un’altra prospettiva. Non come un “Ostacolo ma come un’opportunità, non a piangersi addosso ma dire cosa si può fare. Forse quest’anno sentiremo ancora di più il senso di questo Natale lontano dal consumismo, lontano dalle feste con i parenti che forse in passato a volte abbiamo subito. Stiamo attenti a quello che desideriamo perché a volte le lezioni date della natura servono per capire quali sono le priorità nella vita.”

Il concerto termina con un bellissimo discorso che il grande Totò dedicò all’umanità.

Il Principe Antonio De Curtis Totò

E io vi do appuntamento per la seconda parte di questo viaggio.

Elena Ronza
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Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

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