WINTER JAZZ PORTRAITS Joe Barbieri Happy hour

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MUSICA IN STREMING AI TEMPI DEL COVID-19

Seconda parte

sul sito: www.teatrofraschinilive.it

Nel secondo appuntamento ho incontrato Joe Barbieri cantautore singolare che, al di fuori degli schemi dell’industria discografica, ha saputo  costruirsi  un  percorso  individuale,   ed  è  riuscito  a far coincidere i consensi di critica, colleghi e pubblico, sia in Italia che all’estero. La particolarità della sua musica è una straordinaria fusione che lega la world music al jazz e alla più nobile tradizione dei cantautori italiani e lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti da Omara Portuondo a Jorge Drexler, da Stacey Kent a Stefano Bollani, da Peppe Servillo a Pino Daniele, calcando alcuni tra i palchi più prestigiosi del pianeta. Al Teatro Fraschini di Pavia si è avvalso della collaborazione del contrabbassista Daniele Sorrentino e della presenza del pianista Pietro Lussu, con cui Joe ha dato vita al meraviglioso omaggio a Billie Holiday nell’album “Dear Billie”. “Sin da quando ero ragazzo, ascoltare le canzoni di Billie mi permetteva di entrare in una dimensione emotiva ‘altra’, mi dava accesso a una gamma di percezioni che erano già mie pur non avendone coscienza. E grazie a lei, grazie al suo modo di cantare al mondo, mi sentivo compreso, curato, perdonato

 

Joe Barbieri – voce e chitarra

Happy Hour perchè il concerto ci ha donato un momento di felicità e di serenità e anche consolazione in un anno complicato, difficile e duro come quello che sta per finire, e come afferma lo stesso Joe Barbieri: “La musica ha il merito, il piacere, il dovere di aggiungere la prospettiva del sogno alla dura realtà dei giorni che viviamo, la musica deve fare la sua parte.”

Anche questo secondo appuntamento è una sorta di viaggio in cui Joe Barbieri insieme a Pietro Lussu al pianoforte e Daniele Sorrentino al contrabbasso attraversa quindici anni della sua musica, delle sue canzoni che lo legano profondamente alla musica jazz attraverso l’ascolto di grandi come Chet Baker e Billie Holiday ai quali ha dedicato due album monografici.

La voce di un artista italiano che sembra un insieme di note, la trasformazione delle parole in musica, la capacità di modellare qualcosa di fragile per creare una nuova vita, e questo che riesce a fare il cantautore napoletano, partendo dalla sua delicatezza umana per creare nuove visioni della stessa esistenza. 

Joe Barbieri – Una Tempesta In Un Bicchier D’Acqua

in un alternarsi tra le due facce dell’amore: quello più sentimentale e quello più “dispettoso” tra un “ti dà noia ogni genere di musica” e un “prendiamo casa in un condominio di nuvole” che segnano i confini dei due estremi tra i quali si muove l’intero suo lavoro. E su queste note vi do appuntamento alle terza e ultima parte del mio viaggio nel web alla riscoperta del jazz. Vi aspetto alla prossima e ultima puntata.

Elena Ronza
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Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

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