Canzoni e poesie che “segnano” il tempo

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Il tempo è la condizione  che contraddistingue gran parte della nostra vita e che ne imprime un marchio ai momenti principali fin dal nostro primo vagito, fino all’ultimo respiro. A volte il tempo procede  spedito altre volte è indolente e fiacco. 

IL TEMPO PASSATO

Come il fantasma d’un amico amato

è il tempo passato.

Un tono che ora è per sempre volato

via, una speranza che ora è per sempre andata

un amore così dolce da non poter durare

fu il tempo passato.

Ci furon dolci sogni nella notte

del tempo passato.

Di gioia o di tristezza, ogni

giorno un’ombra avanti proiettava

e ci faceva desiderare

che potesse durare

quel tempo passato.

C’è rimpianto, quasi rimorso, per

il tempo passato.

È come il cadavere d’un bimbo molto

amato che il padre veglia, sinché

alla fine la bellezza è un

ricordo, lasciato cadere

dal tempo passato.

Percy Bysshe Shelley

L’orologio

L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,

ci minaccia col dito e dice: Ricordati!

I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore

pieno di sgomento come in un bersaglio;

il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte

come silfide in fondo al retroscena;

ogni istante ti divora un pezzo di letizia

concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.

Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo

mormora: Ricordati! – Rapido con voce

da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora

e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!

Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!

(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).

I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe

da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

Ricordati che il tempo è giocatore avido:

guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.

Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!

L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,

l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,

lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),

ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!

Charles Baudelaire

Carpe diem 

Non illuderti d’essere immortale, t’ammoniscono

gli anni e i giorni che passano in un attimo.

Mitiga il vento il gelo a primavera e questa

la estingue l’estate che fugge,

poi quando l’autunno avrà dato i suoi frutti e le biade,

torna l’inverno senza vita.

Ma rapida la luna ripara i danni del cielo:

noi quando cadiamo nel buio

dove si trovano Enea, Anco e il ricco Tullo,

non siamo che polvere e ombra

Orazio

È una curiosa creatura il passato

È una curiosa creatura il passato

Ed a guardarlo in viso

Si può approdare all’estasi

O alla disperazione.

Se qualcuno l’incontra disarmato,

Presto, gli grido, fuggi!

Quelle sue munizioni arrugginite

Possono ancora uccidere!

Emily Dickinson

Canzona di Bacco

Quant’è bella giovinezza

che si fugge tuttavia!

Chi vuole esser lieto, sia,

di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arïanna,

belli, e l’un dell’altro ardenti;

perché ‘l tempo fugge e inganna,

sempre insieme stan contenti.

Queste ninfe e altre genti

sono allegri tuttavia.

Chi vuole esser lieto, sia,

di doman non c’è certezza.

Questi lieti satiretti,

delle ninfe innamorati,

per caverne e per boschetti

han lor posto cento agguati;

or da Bacco riscaldati,

ballon, salton tuttavia.

Chi vuole esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro

da lor essere ingannate:

non può fare a Amor riparo,

se non gente rozze e ingrate;

ora insieme mescolate

suonon, canton tuttavia.

Chi vuole esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto

sopra l’asino, è Sileno:

così vecchio è ebbro e lieto,

già di carne e d’anni pieno;

se non può star ritto, almeno

ride e gode tuttavia.

Chi vuole esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

Mida vien drieto a costoro:

ciò che tocca, oro diventa.

E che giova aver tesoro,

s’altri poi non si contenta?

Che dolcezza vuoi che senta

chi ha sete tuttavia?

Chi vuole esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,

di doman nessun si paschi,

oggi sìan, giovani e vecchi,

lieti ognun, femmine e maschi.

Ogni tristo pensier caschi:

facciam festa tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

Ciascun suoni, balli e canti,

arda di dolcezza il core:

non fatica, non dolore!

Ciò che ha esser, convien sia.

Chi vuole esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.

Lorenzo de’ Medici

Salvezza
Vivere cinque ore?
Vivere cinque età?…
Benedetto il sopore
che m’addormenterà…
Ho goduto il risveglio
dell’anima leggiera:
meglio dormire, meglio
prima della mia sera.
Poi che non ha ritorno
il riso mattutino.
La bellezza del giorno
è tutta nel mattino.

Guido Gozzano

 

Fiorita di marzo
La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido è il passo con cui tocchi
il suolo; e al tuo passar l’erba germoglia,
o Primavera, o gioia de’ miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell’orto, il pio miracolo dei fiori,
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi, ne’ loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l’aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di marzo, o Giovinezza…

Ada Negri

 

 

Elena Ronza
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Da un po’ di tempo, inoltre, percepiva un vuoto nella parte più intima di se stesso, il nulla, la sensazione di essere risucchiato da un buco nero. Nel corso degli anni aveva sempre inseguito assecondandole tutte le sue attitudini naturali, ma in quel periodo, il vuoto non spariva neanche quando recitava o quando si appassionava a un nuovo copione o a una nuova idea. Restava lì e lui si sentiva invadere il corpo, la mente e l’anima dal desiderio quasi struggente di fuggire.

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