…IL CIEL VELOCISSIMO – viaggio musicale nel Paradiso dantesco e altre storie

Elena di Elena0 Comments4 min read688 Visualizzazioni

La  Divina Commedia è il racconto, in chiave didascalico-allegorica, di un viaggio ultraterreno. L’Aldilà per Dante si divide in Inferno, Purgatorio e Paradiso, e sono queste le cantiche di cui si compone il Poema. Rappresentano i tre regni ultraterreni in cui giungono rispettivamente le anime di chi in vita è stato contrario a Dio e a ogni suo insegnamento, i dannati dell’Inferno, le anime di chi ha vissuto secondo le leggi del Signore ma ha commesso peccati che devono essere espiati nel Purgatorio, e infine il Paradiso dove hanno accesso diretto solo le anime pure, beate e che hanno sempre vissuto in modo retto. 

Il Regno del Paradiso, descritto da Dante Alighieri, non è più connesso alla Terra: tutto è eterno ed etereo. Le parti che compongono il Paradiso non hanno una struttura fisica e concreta perché ogni elemento è prettamente spirituale. Riallacciandosi alla cosmologia tolemaica Dante immagina che, oltre la “sfera del fuoco”, che divide il mondo terrestre dal Regno del Cielo, intorno alla Terra ruotino nove cieli disposti uno dentro l’altro. Questi cieli sono composti di una sostanza detta etere (qualcosa di simile all’aria) e muovendosi brillano, emettono suoni soavi, e riescono ad influenzare gli avvenimenti che hanno luogo sulla Terra e le persone che la abitano. 

E sono proprio i suoni di questi cieli che oggi abbiamo potuto ascoltare a Torino nella prestigiosa Villa Tesoriera, per la stagione musicale  di ERREPOMERIGGI a cura dell’Associazione Erremusica.     

Il ciel velocissimo 2021 con il Duo AulosVox musica e drammaturgia di Carla Rebora.

Silvia Capra e Paolo Zampini

“Abbiamo trovato suoni e soluzioni attraverso vari escamotage teatrali”  spiega Paolo Zampini  “concentrandoci su questo lavoro fatto a sei mani”.   Suoni che accompagnano un viaggio rappresentato da un’idea scenografica formata da una piccola impalcatura a forma di triangolo con fili trasparenti che reggono fogli di lettere sospese, partiture, e strumenti a fiato”. Un viaggio di ascesa e di scoperta, fatto di incontri, emozioni, memoria, intelletto, conoscenze nuove e conoscenze già consapevoli.

Dante Alighieri chiama Primo Mobile o anche cristallino  il nono cielo, che abbraccia tutti i cieli inferiori e trasmette a essi il moto e, con ciò, la capacità d’influire sul mondo sublunare.

Secondo la dottrina enunciata nel Convivio, l’Empireo è immobile perché perfetto in ogni sua parte, e il Primo Mobile si muove di velocissimo movimento; infatti, “per lo ferventissimo appetito ch’è ‘n ciascuna parte di quello nono cielo.., d’essere congiunta con ciascuna parte di quello divinissimo ciel quieto, in quello si rivolve con tanto desiderio, che la sua velocitade è quasi incomprensibile” .

’Il ciel velocissimo’ è una piccola opera da camera che prova a scoprire  e  a raccontare frammenti del Paradiso dantesco, racchiusi in una raccolta di brani  dove la voce femminile di Silvia Capra e i flauti di Paolo Zampini ci  accompagnano nell’esplorazione evocativa dei nove cieli danteschi contraddistinti ognuno dai suoni, dalle parole, dal canto e dalle note del flauto solo.

Carla Rebora

“Scrivere pensando alla parola in Dante, immaginare un percorso che ne lasci intatta la grandezza, ne restituisca l’autenticità ma che permetta uno spazio creativo, musicale, drammaturgico originale: questa è la scommessa de Il ciel velocissimo” afferma Carla Rebora nella doppia veste di compositrice e autrice della drammaturgia. “In questa opera i frammenti dal Paradiso dantesco riappaiono in un ideale percorso tra i cieli della terza cantica. Perché è Dio, la stella più luminosa che muove il cielo e i nostri cuori”.

Nell’Inferno e nel Purgatorio ogni dannato e ogni anima avevano una sede precisa in cui restavano puniti in eterno o in cui si fermavano per espiare un particolare peccato commesso. Nel Paradiso Dio non fa più distinzioni, le varie sedi sono tutte collegate e accessibili e le anime possono muoversi in ogni dove. Per poter mantenere una coerenza interna nella sua narrazione e riuscire a spiegare, anche filosoficamente il significato del Paradiso, Dante inventa un espediente: Dio vuole aiutarlo a capire e per farlo fa in modo che, solo durante la permanenza del poeta in Paradiso, ogni anima beata si posizioni dove “dovrebbe” trovarsi se ci fossero dei posti fissi per loro.  E così anche noi spettatori oggi, abbiamo percorso il viaggio tra le anime disposte secondo la virtù che gli è propria. Ascoltando …il ciel velocissimo  ci siamo trovati nel Paradiso dantesco dove le anime beate non hanno restrizione e sono ammesse a godere di ogni luogo

“Il ciel velocissimo” estratto 2021 Carla Rebora

“Trovo entusiasmante affrontare questo viaggio” afferma la soprano Silvia Capra. “Da interprete questo percorso mi permette di identificarmi sia in Beatrice che in Dante, di mettermi alla prova trovando dentro me la meraviglia che l’animo umano prova avvicinandosi al bagliore della luce divina. Nelle note di questi nove Cieli ritrovo lo stupore di Dante, la luminosità delle anime. Ogni singola nota racchiude una molteplicità di intenzioni e significati che sarà nostro compito far percepire al pubblico”.

Nel pomeriggio musicale abbiamo inoltre avuto il piacere di ascoltare brani di Caplet, Roussel, Gabus, Rodrigo, Morricone

 

Corbeille de fruits, per Voce e Flauto “Écoute, mon Coeur” 1925 André Caplet

 

Deux poemes De Ronsard  “Rossignol mon mignon” Ciel, aer et vens 1924 Albert Roussel

 

Dos poemas de Juan Ramon Jimenez “Verde verderol” 1959 Joaquin Rodrigo 

 

Dos poemas de Juan Ramon Jimenez “Pajaro del agua” 1959 Joaquin Rodrigo

 

Quatre esquisses grecques “Sapho, Epitaphe de Seikilos, Chanson, Vocalis” 1982 Monique Gabus

 

“Wow”  per voce sola 1993 Ennio Morricone

 

Elena Ronza
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